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Tipi di formato
di Carlo Ferrara, Redazione
Prima di cominciare, una premessa importante. Di seguito parleremo di taglio e formato, non di risoluzione; argomento che magari tratteremo più avanti.
Si parla spesso di formato e taglio di una fotografia. Potremmo estinguere la discussione in modo breve, sostenendo che ogni fotografia ha un suo taglio, che non deve risentire di nulla se non del punto di vista estetico. In modo molto semplice, l’autore sceglie la lunghezza del lato lungo e quella del lato corto a suo totale piacere. Se il risultato è esteticamente appagante, ovvero è in armonia con composizione e messaggio, quello è il taglio giusto.
Proprio il web è il luogo ideale per sostenere il ragionamento. In un monitor o nel display di uno smartphone l’immagine è sempre “giusta” , adattata allo spazio da un software. Eventualmente bande nere laterali occupano lo spazio vuoto lasciato dal taglio. Quindi potremmo avere foto “alte e strette” , “bislunghe” oppure “quasi quadrate” che non tengono conto degli STANDARD…..
Ma… proprio quest’ultima parolina cambia le carte in tavola.
Un piccolo passo indietro per chiarire cosa si intende per formato. Il formato è il rapporto tra i lati ed è connesso alla dimensione del supporto impressionato (sensore o pellicola) . Vediamolo in modo pratico, basando l’esempio sul sensore FullFrame. I lati di questo sensore sono 36x24 mm. 36 diviso 24 = 1,5 ovvero 3/2. Il rapporto tra i lati è 3 a 2. Quindi, senza tagli, se stampo l’immagine con il lato lungo di 30cm, il lato corto risulterà 20cm. Basta sempre dividere il lato lungo per 1,5. Altro esempio: lato lungo 45cm (mt, km, ecc. ) lato corto 30cm (mt, km, ecc. ). Ogni sensore, come ogni pellicola, ha un rapporto tra i lati. La Rolleiflex (per intenderci la macchina fotografica di Vivian Mayer) impressiona una superficie della pellicola di 6cm x 6cm. E’ evidente che il rapporto è 1:1. Nelle mirroless il rapporto invece è un 4:3. Nelle più diffuse APSc il rapporto è sempre 3:2 .
Ritorniamo così allo STANDARD, perché sono questi i rapporti che lo determinano. L’industria della carta (ed anche quelle delle carte di stampa) si è data come standard diffuso (quasi un ossimoro) un rapporto basato sulla radice quadrata di 2, ovvero 1,414. I rettangoli con questo rapporto vengono chiamati DIN. Sono i classici A3 A4 ecc. Molto semplicemente, avrete capito che il tradizionale rapporto fotografico di 1,5 non coincide… perché questa scelta? Non è dato sapere a noi comuni mortali. E’ come chiedersi perché esistono svariati tipi di “standard” nelle teste delle viti; esistono a “stella” (o croce) a “brugola” , a “taglio” , “torks” (o brugole francesi) . Ci sono sicuramente dei motivi concreti, ma in senso assoluto non se ne vede la ragione. Esistono comunque altri formati standard quali il 20x30 il 30x45 (come si nota, riferiti al 3:2) ma anche quadrati o con il rapporto 4:3 (per esempio un 40x30 60x45) .
Quindi, conoscendo il formato del mio sensore, è facile pensare che se sfrutto tutta la sua superficie per una foto, potrò avvalermi di fogli standard e delle cornici ad essi collegate. E se invece taglio? Facile, esco dagli standard; se mando la mia foto a stampare in stamperie automatiche la fotografia mi ritornerà con una banda bianca corrispondente al taglio. Peggio ancora (almeno economicamente parlando) non troverò una cornice e dovrò andare dal corniciaio. Al netto dei costi, è evidente che rispettare la proporzione dei lati è cosa inutile.
Finiamo dicendo che più superficie impressionabile riesco ad utilizzare, meglio è, ma non deve essere la condizione che mi vincola nella scelta del formato.
Due note:
E’ vero che ogni taglio fatto sull’immagine riduce la qualità dell’immagine. Tagliare una immagine digitale equivale a zoommare digitalmente (non otticamente, che è ben diverso). Quindi non vale fare una foto con un grandangolo (tanto ci sta tutto) e poi selezionare una piccola parte. Ma come detto all’inizio, è un argomento che tratteremo più avanti.
Un consiglio per i neofiti. Una volta scelta l’inquadratura (a meno che non siate già al limite inferiore della distanza focale della vostra lente) allargate un po’ di più. Con un esempio: avete pensato di scattare con una focale di 27mm? Andate a 25mm. Ciò vi consentirà di avere un piccolo margine di crop (taglio) ed eventualmente di raddrizzare delle linee. Se invece è tutto perfetto, basterà tagliare in proporzione alla differenza tra 27 e 25. Se usate una focale fissa (35mm 50mm 85mm ecc. ecc. ) fate semplicemente un passo indietro!
Ciao a tutti, attendo i vostri pareri ed i vostri consigli.
Benissimo queste sono le cose che mancavano fino ad ora, delle dritte che aiutino chi si approccia alla fotografia a capire come fotografare ed imparare
Ottimo Carlo, mi pare tutto splendidamente didattico ed utile senza pesantezze!
Un saluto
Molto ben argomentato, Carlo, complimenti.
Come hai ben detto tu, i formati standard come 3:2 e 4:3 sono da preferire sempre, soprattutto se si vuole stampare la foto, io quelle che mi piacciono di più le stampo a 30x45 e le appendo alla parete senza dover fare tagli in quanto le cornici hanno la medesima dimensione. Già il formato 1:1 che peraltro ha molto successo viene considerato formato speciale che comunque comporta un taglio e anche a livello di cornici offre meno scelta.
Credo che sia un po' diverso per quanto riguarda il web, sempre volendo restare in un qualche standard, non volendo arrivare ad usare il taglio libero, si possono sperimentare formati diversi come può essere il 16:9 ma anche il 2:1 panoramico che a me piace. Ultimamente nel taglio amo anche sperimentare con 7:5 oppure 5:4 che a volte permettono di ottenere composizioni particolari. Penso che il web sia più liberale in questo, con buona pace dei puristi.
Grazie.
Devo ringraziare Carlo. Pur con pochissimo tempo a disposizione ha accettato questo ruolo e oggi ci propone un articolo nel suo stile asciutto e preciso, intetessantissimo e utile per tutti. Carlo è il nostro gioiello, il nostro n. 10 !
Grazie del tuo tempo e di condividere con tutti le tue vaste conoscenze!
Carlo, grazie per la chiara e articolata descrizione dell'argomento.
Concordo in toto, ma vorrei sottolineare come talvolta il formato, essendo determinante per il risultato finale, non debba in nessun modo vincolare l'autore.
Giuste le considerazioni sui diversi formati 4/3, 3/2, carta (a proposito, la carta ha la proporzione dei lati che citi per minimizzare gli scarti, infatti ogni formato è esattamente il doppio del precedente e la metà del successivo), ma il rapporto libero tra i lati deve essere sempre tenuto in considerazione, proprio per non porre vincoli alla creatività.
PS: oggi la maggior parte delle mirrorless ha formato 3/2, Olympus è rimasta sul 4/3.
Grazie a tutti per i complimenti, ma più ancora per le aggiunte e le precisazioni. Come dice Franco, è divertente sottolinearlo, se prendete un A3 e lo piegate a metà otterrete 2 A4; se piegate i due A4 otterrete 4 A5.... c'è sempre qualcosa sotto
Un grande grazie Carlo per queste spiegazioni facili da comprendere perché linearmente esposte. Aspetto solo di incontrarti per imparare ancora qualcosa..
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