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Quando il titolo e la descrizione diventano esercizio principale...
Vabbè, tasto invio sulla compilazione della domanda ed automaticamente si aperto il sondaggio...pazienza...non lo sapevo...mancavano ancora alcuni aggiustamenti...in linea di massima ci siamo quindi avanti, se non vi rivedete tra queste scelte createne una voi rispondendo al 3D.
Buon divertimento!
Vorrei aggiungere una scelta: " Il fondamentale complemento per aiutare chi guarda ad avvicinarsi al luogo, al tempo, allo stile e all'oggetto dell'immagine"
Ora che ho invitato la redazione ad aggiungere una scelta, vorrei motivarla. Pensiamo, ad esempio, a Guernica di Picasso o al Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. Nel primo caso vediamo pezzi di cavalli, teste di toro e facce urlanti: "Guernica" ci riporta al senso del quadro. Nel secondo caso vediamo contadini che camminano. Potrebbero adare a una fiera di paese, ma così non è. La fotografia è diversa, certamente, perché l'immagine, spessissimo, non ha bisogno di parole, ma altrettanto spesso sì. Il titolo aggiunge valore, ma, indubbiamente, deve essere sentito dall'autore, non certo una didascalia standard o casual.
Il titolo non è obbligatorio, ma se c'è deve essere come ha detto Asasio, ne più ne meno.
Stavo scrivendo una bella pappardella e mi è partito il tutto! Evviva. Comunque ho votato la n. 1. A tal proposito so esservi due scuole di pensiero, se così vogliamo definirle. Una che contempla l'uso di titolo ed eventuale descrizione, l'altra che professa il nulla, ovvero libera interpretazione da parte dell'osservatore senza condizionamenti di titoli, poesie o citazioni letterarie. Credo che la cosa sia prettamente soggettiva. Uno scatto bruttino o così così non diventa più bello con titolo e descrizione, idem per foto belle e tecnicamente ineccepibili. Possono costituire un valore aggiunto, ma ripeto, è troppo soggettiva la cosa e alla fine uno gioca come meglio crede, ovvero si trasmette quello che si desidera. In fin dei conti per mezzo o attraverso una foto comunichiamo agli altri ciò che siamo, ciò che sentiamo, ciò che sappiamo.
Capisco cosa intendi Asa...è anche vero che "quarto stato" è un titolo che esclude la passeggiata alla fiera e descrive invece quella massa, accumunando gli individui in un contesto socio-politico...
ultimamene trovo molte foto in cui il titolo / descrizione / poesia / link / poema sono di gran lunga più belli della foto stessa, dovrebbero essere un completamento della foto ma spesso succede il contrario ma credo che in questi casi non si tratti più di fotografia
Evidentemente non sono stato chiaro. Volevo dire: se il titolo non esistesse (Il Quarto Stato) i contadini sembrerebbero ecc. Il titolo, invece, inserisce l'immagine in un contesto preciso e fa assumere al quadro un significato altrettanto preciso. Per questo, ritengo, che per alcune immagini il titolo e l'eventuale sinossi, siano importanti.
Erato...giusto la foto comunica chi siamo, spesso però ci facciamo descrivere da citazioni altrui...Andrea...credo tu abbia centrato il senso del sondaggio...Asa...avevo capito bene ed ho sottolineato la perfezione del titolo di quel quadro, il titolo appunto, quel titolo dice tutto senza dover andare a leggersi un libro per capire cosa voleva intendere Pelizza.
Invidio chi ha la capacità di trovare dei buoni titoli. Lo stesso discorso che vale per gli articoli di giornale. Un buon titolo può indurmi a leggere qualcosa che altrimenti avrei anche potuto saltare. Perciò nella foto un buon titolo non mi induce certo a guardarla o meno ( con un'occhiata vedo sia l'una che l'atro) ma mi può spigere ad osservarla meglio e coglierne magari qualche aspetto nascosto che senza quel titolo avrei magari trascurato.
Credo che il titolo sia importante , e debba essere ovviamente relazionato alla foto . Credo altresì che il titolo sia un fatto privato tra l'autore e la sua foto , per cui si possa dire , come sempre , "mi piace" "non mi piace" , ma non che è sbagliato o troppo ricercato o troppo banale e via dicendo! Io ad esempio non amo i titoli in lingua straniera , eppure riconosco che a volte mi piace più che l'equivalente in italiano! Anche qui , come quasi sempre quando si parla di libera interpretazione , non è corretto stabilire quel che è valido e quel che non lo è ! Esattamente come per la foto alla quale è applicato , se rende l'idea che si aveva in testa , vuol dire che lo si è azzeccato , se no, ciccia!
Diverso è il discorso descrizione : la si mette solo nei siti web .... spesso per spiegare tecniche o scelte o locations o altro , proprio perché si è in una social e magari si vuole promuovere un quattro chiacchiere.....
Personalmente , quando posso , corredo la foto che mostro con un titolo che è collegato al mio stato d'animo rispetto a quella immagine (un fatto privato ,appunto) e poi , per vezzo (chiamatelo pure intellettualismo , non mi offendo!) con una citazione da libri, canzoni, poesie, film.....che sia collegata sempre a quello stato d'animo ..... e avolte mi è capitato perfino di cercare di realizzare un'immagine in funzione della citazione che mi stimolava . Insomma ne faccio diventare un tutt'uno , sempre nella mia testa ....se poi arriva anche a qualcuno di quelli che guardano , mi fa piacere .....altrimenti resta valida per me , perché non la metto mai a caso e quando la metto è perché mi ci sta bene....proprio come il titolo! E non ho votato alcuna delle voci del test , perché per me (parlo solo del titolo ovviamente .... la descrizione è un "optional" appunto manca la dicitura : "un fatto privato tra l'autore e la sua foto" che può scegliere anche , in una particolare situazione , di non mettercelo proprio ! E chi potrebbe dargli torto?
lo scatto buono non abbisogna di titoli arriva da solo ...perchè allora IO scrivo titolo...aggiungo a volte una citazione e magari butto un riferimento musicale ???...perchè "non mi sono avvicinato abbastanza" ....CAPA DOCET !!!
Il mondo è bello perché vario .... e almeno nella produzione di elementi di comunicazione ognuno ha il diritto di fare come gli piace ..... se poi la comunicazione arriva più ...meno .... solo ad alcuni ....a nessuno .... beh , se si fa giornalismo è essenziale che arrivi e al massimo della comprensibilità, ma se si fa espressione individuale beh se arriva , meglio , se arriva solo parzialmente o addirittura distorta o estremizzando, affatto , pazienza ! E' come scrivere un libro , comporre una musica, realizzare un film ..... ci mancherebbe che arrivasse a tutti allo stesso modo!A maggior ragione se non lo si fa per campare , ma "un po' per celia e un po' per non morir" .....parere mio, eh!
Un titolo, allo scatto, se lo si vuole dare, deve essere pertinente a quello stesso scatto. Altrimenti non serve a nulla.
Per quanto riguarda la descrizione, la ritengo utilissima nella fotografia naturalistica.(che riunisce tutta una serie di scatti, dagli animali, alle piante etc...)
Per il resto, se la descrizione insiste in un brano musicale, in una poesia o altro, nulla aggiunge o toglie allo scatto. A volte capita che l'accompagnamento di un brano o di una poesia, porti l'osservatore a non entrare "schiettamente" nella foto. Quindi suggestionati da versi poetici, piuttosto che da musica soave, si perda di vista la foto in sèe avolte le si attribuisce eccellenze che non possiede.
Per me il titolo è una scocciatura, ancora di più la descrizione. Nella foto ognuno ci vede ciò che sente.
Vorrei chiedere a martha come concilia quanto ha espresso sopra con il titolo "La caverna platonica" e relativo commento (entrambi, secondo me, belli e azzeccati) di una sua foto. Si tratta di un titolo che non lascia molto spazio a chi guarda di "vedere ciò che sente", ma lo induce a ripercorrere il processo platonico della conoscenza. E non mi pare poco. Certamente io posso vederci solamente il lato B di un corpo femminile immerso in una semioscurità, ma tu mi hai fornito la possibilità di una diversa chiave di lettura, e quindi hai (secondo me) ampliato notevolmente ciò che l'immagine poteva darmi.
La foto mi Martha ha un titolo singolare e la descrizione, in questo caso del titolo, è piuttosto originale. Credo che nessuno senza le due aggiunte avrebbe guardato la foto e pensato cosa di profondo viene descritto. Mi chiedo allora, sono curioso, la foto viene prima della descrizione o dopo, nel senso, hai voluto interpretare il concetto espresso a parole, oppure hai espresso a parole l concetto che la foto ti ha trasmesso. Oppure, ultima possibilità, per via del giudizio che hai espresso sopra, hai studiato una foto sicuramente interessante ma ti sei scervellata ancora di più nel ricercare un titolo e descrizione, talaltro azzeccati in pieno, che potessero andare bene.
La foto "La caverna platonica" è un'eccezione. Presumendo che non tutti siano edotti di filosofia e che l'immagine è solo un fondoschiena maschile (non femminile) ho ritenuto necessario il titolo e la descrizione.
Grazie della risposta, l'eccezione ci sta (ma sono un po' preoccupato di aver scambiato fondo schiena... saranno gli occhiali, spero).
Dunque, non mi sono letto tutto ma dico la mia, che è: non c'è una regola. In alcune immagini il titolo o la descrizioni sono fondamentali, in altre non importano. Ricordo ancora una bella foto di una distesa di girasoli ai tempi del G8 di Genova con scontri tra polizia e manifetanti dove il titolo era qualcosa del tipo: 1 milione di girasoli, 10.000 per la questura, titolo che ha letteralmente cambiato il significato e la valenza dell'immagine. quindi se un titolo permette di vedere una foto in un'ottica diversa da quella comune valorizza l'immagine enormemente, altrimenti poco conta.
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