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| Chukudu forever!la scheda della foto è nel primo commento Inviata il 06/01/2020, vista 329 volte. Dati tecnici: Laboratorio fotografico: |
Commenti
5 commenti
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Bellissimo reportage ,da queste zone non turistiche arrivano poche notizie e tantomeno immagini .Questo rudimentale strumento di lavoro ( mi ricorda quei carrettini in legno e spago che facevamo da bambini, ai miei tempi il 90% dei giocattoli era autocostruito )che a noi fa sorridere permete a loro di alleviare fatiche che sarebbero insopportabili. Mi piace molto questa Marco, lo sguardo fisso in avanti concentrato sul percorso da prendere , non ha tempo da perdere se vuole portare a casa un pasto. Vedere queste immagini fa pensare ,risveglia la nostra coscenza.
#1 del 06/01/2020
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Continua un po' alla volta il racconto di quelo po' di Congo (Repubblica Democratica) che ho visto in un recente di viaggio. Per motivi di sicurezza ed anche per un senso di pudore ho preferito limitarmi ad una serie di foto di strada, scattate al di là di un finestrino di un'auto (da cui la qualità di molte delle foto, letteralmente rubate al volo). La circostanza e l'imperizia del vostro reporter improvvisato (peraltro compensate dalla meticolosa, paziente e certosina operazione di post per la quale ringrazio Lodovico) non riescono tuttavia a nascondere la cruda realtà: l'estrema povertà da un lato, ma anche la dignità delle persone. In questa terza foto, sempre a Goma, torno a "cantare" il Chukudu, e anche a costo di ripetermi ho pensato meritassero di essere postate questo scatto ed il seguente, per capire di cosa sia capace l'ingegno umano, tanto più quanto le difficili condizioni e la natura cimentano le sue cellule grigie . Qui il Chukudu è scarico, ma nella prossima ...
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#5 del 06/01/2020
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Grazie a tutti dei commenti e dei passaggi. Devo dire che l'ingegnosità del mezzo va di pari passo con la drammaticità della situazione: una città presa da forze ribelli (e temporaneamente sottratta al governo del paese) e prima ancora devastata da un'eruzione vulcanica e che solo ora sta ritrovando dopo anni un suo equilibrio. E tuttavia fa piacere vedere questa incoercibile voglia di vivere e di superare le avversità. Il Congo è un miniera (in tutti i sensi) di umanità e sensazioni fortissime.